Quando parliamo di attaccamento spesso ci dimentichiamo della componente organica che è alla base del legame madre-figlio: la placenta. È un organo che non appartiene alla madre neppure al figlio ma è il tramite che permette al feto vivere e alla madre di far crescere la vita, che li unisce e li mantiene separati. È la terra dove cresce e si alimenta il seme. Non a caso in molte antiche tradizioni la placenta veniva sepolta in terra. Anche i mammiferi lo fanno ma è per proteggere la prole degli animali predatori.

Quando il piccolo inizia il travaglio questo legame, attraverso il cordone ombelicale, gli permette di continuare a vivere, anche se il parto è lungo e difficile, fino a quando incomincia a respirare autonomamente.

Se il cordone non è tagliato subito il passaggio dalla vita intrauterina, dove il feto non aveva percepito alcun bisogno, al caldo, nutrito, cullato e soprattutto mai solo, non è traumatico.

Mentre nasce è essenziale che il neonato sia collegato alla placenta e perché non ci sia una rottura anticipata dell’attaccamento primario, sarebbe necessario che potesse restare connesso fino a quando non raggiunge strisciando sul corpo della mamma il seno. È il cosiddetto periodo sensibile di circa tre ore. Quando il piccolo ha raggiunto il seno e inizia a poppare può separarsi dal corpo della madre, la placenta non pulsa più e cordone lasciato a sé si seccherà da solo. Quando il bambino inizia a succhiare sperimenta un altro tipo di attaccamento, legato a sensazioni affettive, visive, cinestesiche, in qualche modo più cosciente.

Sarebbe perlomeno necessario che il piccolo passasse da un attaccamento interno ad un esterno senza

conoscere la frattura di un taglio precoce.

Sarà più tardi quando inizierà a gattonare, camminare e quindi a separarsi volontariamente dal corpo materno che sarà necessario lasciare il seno e con l’intervento attivo del padre iniziare ad essere più cosciente della sua individualità come qualche mese prima è diventato consapevole della permanenza degli oggetti fuori di sé.

Margherita Tosi

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